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La verza "p├▓ola"

"La véerza pòola"

Ingredienti per 4 persone:

1 verza
1 cipolla
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 spicchi d’aglio
2 cucchiai d’aceto di vino
1 presa di sale

Preparazione

Scelte le foglie più belle e più sane di una grossa verza, si lavano a dovere e si pongono a bollire in una capace pentola in acqua salata sino alla loro completa cottura. Scolare l’acqua e quando le verze saranno quasi fredde, spremerle bene, per togliere l’eventuale liquido rimasto, indi tagliarle molto finemente. In un tegame far rosolare nell’olio la cipolla, tagliata anch’essa finemente, poi aggiungere le verze e mescolare. Unite i due spicchi d’aglio, il sale, l’aceto e lasciare sul fuoco un quarto d’ora circa, rimestando sempre.

Difficoltà
Preparazione
Cottura
Costo
Servire

nessuna

15 minuti + 2 ore

1 ora

basso

tiepide

Abbinamenti

Possono fare da contorno al cotechino, ma anche ai lessi in genere ed a moltissimi tipi di arrosto. Costituiscono comunque già di per sé anche una semplice ed economica pietanza.

Abbinamento vino

L’abbinamento è condizionato dal piatto al quale fa da contorno. In caso di un arrosto, il vino deve essere deciso e fermo, come un Brunello di Montalcino ‘90 Lisini.

Varianti

Modi simili di confezionare il medesimo piatto sono la cottura senza acqua se non quella di lavaggio, o la cottura nel latte, con la verza precedentemente tagliata a striscioline con l’affettatrice. Interessante l’aggiunta nella cottura di dadolini di pancetta affumicata o di speck. Piatto questo non certamente cremonese, come del resto non lo sono i crauti, ma molto gradito sulle mense contemporanee.

Curiosità e notizie

La verza, regina degli orti cremonesi, è cucinata in infiniti modi e prende infinite denominazioni: rabìida, cucia, spagnóola, mòra ed altre ancora.

Scheda dietologica

La "pòola" è il tacchino. Gli scarti della verza vengono dati al tacchino e la pianta da lontano ricorda un tacchino, ma in questo caso "pòola" viene direttamente dal latino: "pullus", pianta giovane, animale giovane. Infatti per la verza "pòola" si consigliano verze tenere ancora piccole oppure il cuore della pianta cresciuta. La verza, insieme a cavoli, broccoli, rape, appartiene alle crocifere. Le crocifere hanno un grande pregio, contengono sostanze (carotenoidi, flavonoidi, vitamina C, indoli) che ci difendono dal cancro. Il meccanismo d’azione degli indoli è interessante: stimolano la mucosa intestinale a produrre gli enzimi (idrolasi) che inattivano i cancerogeni più potenti e diffusi (benzopirene, antracene ed altri idrocarburi policiclici aromatici). I principali consigli nutrizionali dell’OMS per difendersi dal cancro sono di ridurre il consumo di alcoolici e di grassi e di aumentare quello di frutta ed ortaggi ricchi di vitamina C e di vitamina A. In particolare per quanto riguarda l’intestino, cavoli, verze e broccoli. L’unico difetto delle verze è che gli indoli le rendono un poco difficili da digerire. Problema però ovviato da preparazioni gradevoli tipo la verza "pòola".