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2 - Rodolfo Signorini

Rodolfo Signorini è nato il 27 gennaio 1941 a Gabbiana di Marcaria (Mantova).

Si è laureato in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna. Ha insegnato storia, italiano, latino negli istituti superiori di Mantova.

Storico umanistico rinascimentale, si è dedicato anche alle fonti dialettali di questo periodo. Sue le ricerche dedicate a Teofilo Folengo, Giulio Romano, Vittorino da Feltre. Memorabile la lettura storica della "camera dipinta", detta degli Sposi, di Andrea Mantegna. Nel 1976 ha illustrato la "camera dipinta" a Copenaghen presente la regina di Danimarca, Margrethe, e la regina madre, Ingrid.

Nel 2006 ha tenuto una conferenza presso l’Auditorium del Metropolitan Museum di New York. Innumerevoli sono le sedi estere che, per il vasto interesse suscitato dai suoi studi, lo hanno visto protagonista (Londra, Atene, Salonicco, Vienna, Strasburgo, Parigi, Bon, Koblenza, Colonia, Sampietroburgo, Philadelphia, Bucarest, ecc).

Conservatore del Museo del Palazzo d’Arco. Socio della Classe di Lettere ed Arti. Segretario Generale dell’Accademia Virgiliana. Membro del Comitato dei Quaderni Folenghiani. Presidente della Società mantovana Dante Alighieri. Ha curato la mostra "A casa del Mantegna" tenutasi nel 2006 nella dimora dell’artista. È il rettore della Università della Terza Età di Mantova e della Università senza Esami di Bozzolo.

Come Priore della Confraternita della Zucca di Reggiolo (Reggio Emilia), ha pubblicato numerosi scritti collegati a questo ortaggio, prendendo spunto dalla letteratura, dall’arte, dal dialetto e dalla storia rinascimentali.

Il poema eroicomico in lingua maccheronica (misto di dialetto e volgare latinizzati) Baldus di Teofilo Folengo, è il testo di riferimento della confraternita poiché finisce con la condanna di tutti gli imbroglioni e venditori di fumo (poeti, filosofi…) a vivere relegati in una zucca. Per questo, Rodolfo Signorini è l’attuale incontrastato esperto di latino maccheronico insieme al traduttore del poema, l’indimenticato Giuseppe Tonna.

 

Zucca mihi patria est