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La polenta fritta

"La pulèenta rustíida"

Ingredienti per 4 persone:

16 fette di polenta
8 fette di formaggio gruviera o fontina
1 pacchetto di strutto, per friggere

Preparazione

Tagliare la polenta a fette regolari dello spessore di un centimetro circa. Tagliare delle fette della medesima dimensione di formaggio gruviera o fontina, secondo il proprio gusto, un poco più sottili, indi accoppiare due fette di polenta, inframmezzando la fetta di formaggio e tenere unito il tutto con un paio di stecchini. Friggere in un tegame a bordi alti nello strutto precedentemente portato a temperatura.

Difficoltà
Preparazione
Cottura
Costo
Servire

media

10 minuti

20 minuti

medio

caldo

Abbinamenti

Il piatto può essere servito come antipasto, ovviamente in porzioni ridotte, unitamente ad altri antipasti caldi, ma può anche costituire un sostanzioso secondo.

Abbinamento vino

Un vino di sicura armonia con questa polenta arricchita piacevolmente da formaggi può essere un vino del Trentino come il S. Maddalena di Franz Gojer.

Varianti

Si può friggere la polenta anche senza formaggio, a fette singole, che in questo caso sarà opportuno tenere più sottili o, se si preferisce, tagliata a cubetti. Può essere servita come stuzzichino o frammista a piatti di antipasti rustici, anche salata o zuccherata.

Curiosità e notizie

La variante di cui sopra costituiva una merenda - premio per i bambini, che ne erano ghiotti, specie se spolverata con un poco di zucchero.

Scheda dietologica

Col termine di "polenta" oggi si intende un impasto di farina di granoturco, ma fino al 1700 la polenta derivava da legumi e cereali più o meno sfarinati. Secondo alcuni il termine deriva dal latino pollen (fior di farina), secondo, altri più a ragione, da "puls" (impasto di farro o fava). Nel Medioevo era una vivanda a base di fave sminuzzate, cotte ed amalgamate pestandole in un mortaio, a cui venivano a volte aggiunti altri ingredienti: olio, cipolla, fichi, miele oppure orzo e grano saraceno. Era un cibo dei poveri e così rimase anche con la diffusione della farina di mais. Ha rappresentato a lungo il piatto unico dei contadini nel 1800. Attualmente viene recuperata come piatto gastronomico di contorno, come nel caso della "puléenta rustìida". Attenzione! Se non si usano le farine a rapida cottura, la cottura della polenta deve superare i tre quarti d’ora. Solo così la parte dura dei piccoli grani che compongono la farina di granoturco diventa digeribile. In caso contrario si ottiene un piatto estremamente indigesto.

Mangiàa nustràan [4]
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