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Diradamento e trapianto

Diradamento

"Non v’è maggiore danno, per le piante d’ortaggi che superi quello che può essere causato ad esse da un improprio trattamento fatto alle piantine nei primi giorni di vegetazione. Particolarmente dannosa è l’abitudine che si ha, di lasciar per lungo tempo, dopo la nascita, troppo fitte le giovani piante, perché esse difficilmente si rifaranno delle deformazioni subite. (...) Il diradamento delle giovani piante è, perciò, quasi sempre necessario non solo per quelle nate nei semenzai, ma altresì per tutte quelle seminate a posto stabile rapa, barbabietola, carota, bietola ecc."

Trapianto

Durante l’estate, particolarmente nelle regioni meridionali, il trapianto deve essere fatto nelle tarde ore del pomeriggio, oppure in una giornata nuvolosa, o meglio ancora, in una giornata di pioggia; ma in ogni caso, il trapianto deve essere fatto sempre in terreno piuttosto umido, perché, comprimendo un terreno molto asciutto attorno alle radici, esso potrebbe facilmente danneggiarle. (...) Si può agevolare la ripresa vegetativa di varie piante (pomidoro, cavolfiore, melanzane, peperoni ecc.) ombreggiandole, durante le ore di sole, per tre o quattro giorni dopo il trapianto: le foglie di cavolo, e tutte le foglie molto larghe di altri ortaggi, possono mirabilmente servire allo scopo. Anche per facilitare la ripresa di numerose piante ortensi, si usa spuntare o raccorciare ad esse le radici e le foglie, ovvero, solo le foglie o solamente le radici. (...) È altresì buona pratica seminare e trapiantare le piante a notevole sviluppo erbaceo (pisello alto, fava, carciofo, cardo, fagiuolo rampicante), su filari che vadano da nord a sud, perché le piante così disposte, essendo maggiormente illuminate, possono anche maggiormente nutrire e meglio maturare i loro prodotti."

Semina

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