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La focaccia

"La chisóola onta"

Ingredienti:

1/2 l. circa di acqua tiepida
500 gr. di farina bianca
200 gr. di burro
30 gr. di lievito di birra
1 presina di sale

Preparazione

Sciogliere il lievito in una tazzina di acqua tiepida ed impastare bene con la farina, aggiungendo la restante acqua tiepida e la presa di sale. Farne una palla e coprirla con un tovagliolo, lasciando lievitare per una mezz’ora abbondante. Tirare un rettangolo con il mattarello, dello spessore di circa mezzo centimetro, ungerlo con il burro e piegarlo su se stesso. Tirare di nuovo, dalla parte opposta alla precedente, riungerlo e ripiegarlo. Ripetere l’operazione più e più volte, indi lasciare riposare e lievitare. Mettere sulla teglia da forno, leggermente unta, spianandovelo bene e badando che non superi il centimetro di altezza. Cuocere in forno caldo a 180° e controllare la cottura, che dovrebbe essere ultimata dopo circa 30’, quando avrà assunto una bella colorazione dorata.

Difficoltà
Preparazione
Cottura
Costo
Servire

medio/alta

45 minuti

30 minuti

medio

calda o fredda

Abbinamenti

Ideale con salumi ed affettati in genere.

Abbinamento vino

La focaccia presa come antipasto assieme a dei salumi, è ottima accompagnata ad uno spumante classico: Dominio di Bagnoli. Uno spumante ricco di profumi a base di uve Rabboso vinificate in bianco.

Varianti

Data la tipicità della ricetta non si conoscono varianti, salvo quella, che poi è la più autentica, primitiva ricetta, di usare lo strutto anziché il burro.

Curiosità e notizie

Questo tipo di focaccia, chiamata in campagna "chisóola unta" era generalmente preparata dai fornai e veniva mangiata a colazione o a merenda. Maestro insuperato era e resta un certo "Maramau", fornaio di Drizzona, così chiamato per chissà quale motivo ed a Pozzo Baronzio non gli era da meno il fornaio Bonvini. Ora il primato spetta ai fornai di Torre de’ Picenardi (siamo comunque sempre in zona).

Scheda dietologica

"Chisóola" vuol dire schiacciata. "Onta’’ significa unta, ma si usa anche come sostantivo in senso di abbondanza. "El ghe l’à onta" per esempio significa "Uno che per ricchezza ha tutto facile" mentre "Daghe de l’onta!" vuol dire "Datti da fare!". "Dacci dell’olio di gomito!". "Chisóola onta" non viene usato quindi in senso dispregiativo, anzi, serve a mettere in risalto la caratteristica migliore della focaccia: quella di essere bella ricca... è buona perché è grassa. C’è anche un proverbio in proposito: "Pàan in prèstit, chisóola onta rendìida": chiedi un favore e ti tocca restituirne due. Ah, dimenticavo: "chisóola" vuol dire anche sculacciata o sberla. La "chisóola onta" ha tanti significati, ma anche tante calorie: 580 circa a porzione... Una bella sberla!.